martedì 28 febbraio 2017

34° Sessione dell' Alta Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite





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"Dobbiamo resistere agli appelli per ripristinare la tortura. La tortura è vile, non produce alcuna informazione utile ed è vergognoso per ogni paese che la infligge. Allo stesso modo, dobbiamo lavorare insieme per sostenere gli sforzi per far retrocedere chi vuole ripristinare la pena di morte.
Lo dico da cittadino di un paese che ha abolito la pena di morte 150 anni fa "

Segretario Generale delle Nazioni Unite
H.E. Antònio Guterres


giovedì 9 febbraio 2017


Global lay movement backs CBCP against death penalty


MANILA, Feb. 8, 2017–A worldwide movement of laypeople has thrown its support behind the Philippine Catholic Church’s campaign against moves to revive the death penalty in the country.
In a letter to the Catholic Bishops’ Conference of the Philippines, the Community of Sant’Egidio (CSE) said that Christian teachings provide no support for the capital punishment “in all forms”.
“And we feel the importance to affirm the right to life of anybody, to profess and communicate a culture of mercy, as also recently stated by our Pope Francis,” wrote Prof. Marco Impagliazzo, CSE President.
“Therefore we stand at your side and would like to express to you our full availability to any form of support and cooperation you may indicate to us,” he said.
Prof. Impagliazzo said they are hoping that “the reasons of life will win over the unreasonable efforts to impose a law which is against the main principle of human life”.
The Rome-based lay Catholic group is well known and highly respected for its work with the poor and refugees and has earned numerous awards and even a nomination for the Nobel Peace Prize.
The CBCP has earlier criticized the “strident efforts” in Congress to restore the death penalty.
The bishops said that the use of capital punishment is no different from the crime it punishes.
“When we condemn violence, we cannot ourselves be its perpetrators, and when we decry murder, we cannot ourselves participate in murder, no matter that it may be accompanied by the trappings of judicial and legal process,” they said.
In a separate statement, Cardinal Luis Antonio Tagle of Manila also warned that the proposed measure would legitimize violence as a solution to problems.
“There is a danger that the death penalty might legitimize the use of violence to deal with every wrongdoing,” Tagle said.
He added that penalties are “not (to) be imposed for vengeance but for correction of offenders and for the good of society.” (CBCPNews)

giovedì 15 dicembre 2016

Indonesia - I Vescovi al governo : "Urge una moratoria sulla pena di morte"



Giacarta (Agenzia Fides) - I Vescovi indonesiani hanno ufficialmente chiesto al governo una moratoria sulla pena di morte. Come riferito a Fides da p. Paulus Christian Siswantoko, segretario esecutivo della Commissione per la giustizia, la pace e la pastorale dei migranti della Conferenza episcopale cattolica di Indonesia, nella lettera inviata all'esecutivo si rileva che "è opportuno che il governo valuti attentamente l'attuazione della pena di morte, al fine di conoscere l'impatto delle esecuzioni capitali, e garantire che le esecuzioni abbiano realmente avuto effetti deterrenti, scoraggiando la criminalità". In un colloquio con l'Agenzia Fides, p. Siswantoko ha ribadito che la Chiesa cattolica ha sollecitato più volte una moratoria "ma finora il governo non ha ascoltato le voci che rifiutano la pena capitale".In una recente conferenza sul tema "Diritto alla vita e pena di morte nella teologia delle religioni", p. Siswantoko ha affermato che "la Chiesa cattolica nutre ancora speranze in una moratoria sulla pena capitale", adducendo motivi religiosi ma anche civili.
Infatti, secondo il sacerdote, i cattolici rifiutano la pena capitale per il rispetto fondamentale della vita, come spiega l'enciclica Evangelium vitae del 1995, di Papa Giovanni Paolo II. D’altro canto "la pena di morte è contraria alla Pancasila (la carta dei cinque principi alla base dello stato, ndr) e alla Costituzione indonesiana, che affermano la tutela della vita e dei diritti umani fondamentali". "Si è poi dimostrato che la pena di morte non riduce la criminalità" ha detto. Dal 2015 sono stati giustiziati in Indonesia decine di detenuti per reati di droga: "C'è stato un impatto significativo e reali effetti deterrenti ?" ha chiesto il prete, notando che la diffusione e il traffico di droga è un fenomeno di livello nazionale e internazionale.
Tra gli altri relatori intervenuti, Gomar Gultom, rappresentante della "Comunione delle Chiese in Indonesia" ha confermato la visione per cui "la pena capitale non ha effetti deterrenti e non è uno strumento etico". La professoressa musulmana Siti Musdah Mulia, docente all'università islamica "Syarif Hidayatullah " e segretario generale della Conferenza indonesiana delle “Religioni per la pace” ha ricordato che l'Islam insegna il rispetto umano e la tutela da atti di discriminazione, sfruttamento e violenza. "La pena di morte è in contraddizione con gli insegnamenti religiosi e delle fedi che venerano l'importanza della vita, preservandola come la più grande benedizione di Dio Creatore. L'Islam insegna la dignità degli esseri umani. definendole come creature più perfette di Dio. La pena di morte è un affronto alla grandezza e all’onnipotenza di Dio". Infine, ha ricordato, "la pena di morte è in contraddizione con i valori della democrazia e con i principi dei diritti umani". (PP-PA) (Agenzia Fides 13/12/2016)

mercoledì 14 dicembre 2016

Filippine: aspro dibattito sulla proposta di reintrodurre la pena di morte

In questi giorni il parlamento filippino sta esaminando una controversa proposta per la re-introduzione della pena di morte in caso di crimini “atroci”, come il terrorismo, ma anche il traffico internazionale di droga, l’alto tradimento o lo stupro. Nelle Filippine la sentenza capitale è stata abolita per la seconda volta nel 2006 dal Presidente Gloria Arroyo. La commissione parlamentare per la riforma della giustizia ha provato a far discutere una legge in tal senso. Dopo un primo parere positivo, oggi la proposta di legge avrebbe dovuto essere discussa dalla camera dei deputati, ma alla fine si è rinunciato a sottoporla all’assemblea plenaria, ufficialmente per i tempi risicati nei quali si dovevano affrontare altre urgenze come l’approvazione del bilancio. Sembra però in realtà che la reintroduzione della pena di morte sia sostenuta solo da una minoranza di parlamentari.  Molti attivisti dei diritti umani si stanno coalizzando per poter sensibilizzare i parlamentari sulle conseguenze negative di una legge che preveda nuovamente la pena di morte. Al Senato la questione è più delicata: su 24 senatori, 10 sono fermi oppositori della pena capitale, mentre altri sono incerti. Bisogna continuare a vigilare perché a metà Gennaio quanti la sostengono sono intenzionati a far discutere nuovamente la proposta. 
Parlamentari del fronte del no alla pena di morte parlano con gli attivisti
Una delegazione della Comunità di Sant’Egidio ha assistito alla sessione odierna della plenaria insieme a diversi altri attivisti e alla commissione per la pastorale carceraria della conferenza episcopale filippina. I partecipanti hanno espresso soddisfazione ed intendono proseguire l’opera di sensibilizzazione e informazione perché affinché sia promosso e rispettato il diritto alla vita e ad una giustizia che sani le profonde ferite che attraversano la nazione.

Per saperne di più 

venerdì 2 dicembre 2016

Voci dall'America : Il Sindaco di Carrboro del North Carolina aderisce e manda un messaggio di incoraggiamento

Il Sindaco di Carrboro  Leyla Lavelle ha inviato un video-messaggio in occasione del 30 Novembre " Città per la vita, città contro la pena di morte" celebrato a Roma davanti al Colosseo.  Il Sindaco ricorda l'iniziativa nata nel 2002 ed organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio quando allora avevano appena aderito 80 città;  in supporto a questa iniziativa che oggi raccoglie più di 2100 città nel mondo, menziona le parole del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon in cui disse: " Non c'è spazio per la pena di morte nel XXI secolo".
video

Voci dall'America: Mons. Filipe Estévez della diocesi di Sant' Agustine in Florida





Autorevoli voci dagli Stati Uniti d'America sono giunte a Roma con dei video-messaggi per la giornata mondiale del 30 Novembre di  "Cities for life, cities against death penalty" Due, sono le novità importanti che riguardano la Florida e che ha menzionato nel messaggio il Vescovo di Sant' Augustine, Mons. Filipe Estévez : la prima è che sono più di 10 mesi che non avvengono esecuzioni in Florida e la seconda è che in concomitanza delle elezioni negli Stati Uniti, sono stati anche eletti nuovi giudici che hanno posizioni contrarie alla pena capitale. 
Oltretutto l'intera Conferenza Episcopale della Florida ha aderito in blocco al movimento di "Città per la vita, città contro la pena di morte".













giovedì 1 dicembre 2016

30 novembre: dal Colosseo per un mondo più giusto #penadimortemai

Continua la battaglia per l'abolizione della pena di morte nel mondo, dal Colosseo alle altre 2165 città del mondo, fino alla speranza di abolire questa pena disumana in tutto il mondo. 
"Dobbiamo continuare la battaglia contro pena di morte insieme a quella per far crescere la giustizia nel mondo, perché solo se ci sarà un mondo più giusto ci sarà un mondo senza pena di morte. Questa è la nostra coscienza". Ha detto così Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant'Egidio dal palco del Colosseo ieri sera e noi continueremo, accompagnati da tanti amici e testimoni, a far crescere la giustizia nel mondo. Puoi ascoltare le sue parole dal video.