venerdì 12 ottobre 2018

il 20° Stato Americano dice no alla pena di morte

da Avvenire:

Lo Stato di Washington mette fuorilegge il boia

di Elena Molinari

La Corte Suprema: è incostituzionale «Condanne commutate in ergastolo»

Un altro Stato americano - il ventesimo - dice no alla pena di morte. La Corte Suprema di Washington, nel Nordovest americano, ha dichiarato la pena capitale incostituzionale e commutato in ergastolo la sentenza degli otto condannati detenuti nel locale braccio della morte. La decisione dei nove giudici è stata unanime, ma per motivazioni diverse. La maggioranza ha dichiarato che sono la discriminazione razziale e l' arbitrarietà che accompagnano la punizione a violare la Carta costituzionale statale, mentre quattro hanno citato i «principi morali e giuridici» sui quali riposa la giurisprudenza statale come base della loro posizione. A Washington era già in atto una moratoria delle esecuzioni, ordinata nel 2014 dal governatore Jay Inslee nel 2014.
Negli Usa già altri 19 Stati hanno abolito la pena di morte, che è stata reintrodotta a livello federale negli Usa nel 1976.
Si tratta di Alaska, Connecticut, Delaware, District of Columbia, Hawaii, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico, New York, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin, oltre alla capitale Washington.
La sentenza è arrivata al termine della giornata mondiale contro la pena di morte e ha coinciso con la decisione del governo della Malaysia di disfarsi una
volta per tutte dei boia. «Il governo ha accettato di abolire la pena di morte.
Spero che la legge sarà presto modificata », ha detto ieri il ministro malese delle Comunicazioni e del Multimediale, Gobind Singh Deo: un annuncio che Amnesty International ha definito «sbalorditivo », considerando che più di 1.200 persone hanno ricevuto condanne a morte in Malaysia. Allo stesso tempo, però, il governo del Bangladesh ha approvato la pena di morte per i reati di droga, a soli pochi mesi dall'avvio di un giro di vite anti-droga che ha portato all'uccisione extragiudiziale di centinaia di persone.
Sono in tutto 142 i Paesi mondiale dove il ricorso al boia è proibito, per legge o in pratica: un numero che cresce ogni anno, evidenziando una chiara tendenza internazionale verso il rifiuto della pena capitale.
Anche negli Stati Uniti si registra una crescente ostilità dell' opinione pubblica nei confronti della morte di Stato e soprattutto del modo con cui viene imposta e somministrata. I casi di errori giudiziari, oltre alle notizie di esecuzioni dolorose e alle conseguenti cause legali contro i farmaci usati per le iniezioni letali hanno rallentato l' attività del boia negli Stati Uniti, dove più di 2.800 persone rimangono nel braccio della morte, mentre la conta delle esecuzioni è scesa a 23 lo scorso anno, contro le 98 del 1999.
RIPRODUZIONE RISERVATA.
ELENA MOLINARI

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