IX Conferenza Internazionale dei Ministri della Giustizia
VERSO UN MONDO SENZA PENA DI MORTE
Camera dei Deputati – 22/2/2016
E’ emozionante avere riuniti qui tanti responsabili della giustizia, invitati attraverso fili di amicizia e di dialogo dai miei amici instancabili tessitori della pace e dell’attenzione alle periferie umane e urbane del mondo della Comunità di Sant’Egidio. Sono contento di ospitarvi, come presidente della Commissione Affari Sociali e rappresentante di questo Parlamento Italiano. E’ la continuazione della visione, illuminante, di un grande italiano, Cesare Beccaria, che giovanissimo, nel XVIII secolo, aveva compreso che è “« un assurdo che le leggi, [le quali] … detestano e puniscono l’omicidio, ne commettano uno esse medesime, e per allontanare i cittadini dall’assassinio, ne ordinino uno pubblico»
(Dei delitti e delle pene, cap. XXVIII).
Il mondo si era abituato alla pena di morte fin dai suoi primi passi. Era sembrata naturale quasi come l’aria e l’acqua. Così è stato per la schiavitù e la tortura. Fin quando la schiavitù è stata abolita, almeno ufficialmente, e l’economia del mondo non è crollata. E la tortura è diventata insopportabile per legge, e quando la si pratica la si pratica di nascosto. Perché è radicalmente sbagliata. Anche la pena di morte è entrata in una fase della storia in cui irrimediabilmente sta diventando uno strumento del passato. La coscienza del mondo sta cambiando. Non è questione di se la pena capitale scomparirà dagli ordinamenti penali, ma solo di quando. Anche se la violenza nel mondo, mai come oggi, sembra crescere, pervasiva, maligna.











