giovedì 19 settembre 2013

India: dall'Italia un no fermo alla pena di morte da parte delle donne della Wilpf

La sezione italiana della Lega internazionale di donne per la pace e la libertà (Wilpf) ha inviato alla presidente della WILPF India e p.c. all’Ambasciata italiana a Nuova Delhi una lettera con la quale esprime sdegno e dolore per le tante donne stuprate in India, ma al contempo un forte dissenso in riferimento alla parte della legge che riguarda la condanna a morte per gli stupratori. Pubblichiamo qui di seguito la lettera:  

"Cara Ila Pathak, la WILPF Italia, ha espresso alcuni mesi fa sdegno e dolore per le tante donne stuprate e umiliate nella tua terra.
Ci siamo rallegrate che finalmente sia stata promulgata una legge in difesa di tutte le donne, alla quale pensiamo che anche la WILPF India abbia contribuito. Non condividiamo tuttavia di quella legge la condanna alla pena di morte per gli stupratori indiani, nella convinzione - patrimonio comune di tutta la WILPF- che alla violenza non si risponde con la violenza. No alla pena di morte in ogni parte del mondo e per qualsiasi reato! Avete espresso il vostro dissenso?
Contrastiamo le guerre come soluzione delle controversie internazionali fin dal tempo della nascita dell’associazione nel 1915, contrastiamo ogni forma di oppressione e di violenza sugli esseri umani, e così contrastiamo una giustizia che si manifesta con provvedimenti disumani che nell’opinione pubblica sono applauditi suscitando sentimenti meschini di vendetta. La folla che inneggia alla ragazza vittima di uno stupro feroce è certamente in India un fatto di straordinaria importanza, ma assai più lo sarebbe se i sentimenti fossero rivolti al rifiuto consapevole di comportamenti che ancora albergano nella cultura patriarcale di gran parte del paese, piuttosto che all’aspetto sanguinario dell’evento…
Vi auguriamo successo nelle vostre iniziative di pace, e di sostegno alla presa di coscienza delle sorelle indiane"

17 settembre

il_paese_delle_donne_on-line

lunedì 16 settembre 2013

Dossier: la pena capitale in Florida




Florida: uno Stato in controtendenza rispetto agli altri Stati che aboliscono la pena di morte negli USA.


Un dossier a cura di C. Santoro della Comunità di Sant'Egidio e di M.G.Guaschino del Comitato Paul Rougeau

lunedì 9 settembre 2013

Appelli Urgenti per salvare la vita di Robert Garza e Marshall Gore

La Comunità di Sant'Egidio accoglie e presenta su queste pagine le richieste di aiuto che le sono state rivolte da detenuti nel braccio della morte, loro familiari, amici, corrispondenti. Le richieste di aiuto vengono trasformate in petizioni quando al condannato sia stata assegnata una data per l'esecuzione capitale. Le petizioni possono fare la differenza per i condannati a morte, per questo sosteniamo la diffusione degli appelli urgenti attraverso la rete. Con la vostra firma anche voi potete contribuire a salvare la vita di una persone. In questi giorni vi chiediamo di inviare appelli per  Robert Garza e Marshall Gore per i quali l'esecuzione è fissata rispettivamente per il 19 settembre (in Texas) per il 1 ottobre (in Florida).

No justice without life!

E' possibile inviare l'appello on-line attraverso questo link:

appelli-urgenti 

lunedì 2 settembre 2013

La Polonia abolisce la pena di morte in qualunque circostanza



Varsavia ha abolito la pena di morte.
Il presidente Bronislaw Komorowski ha infatti sottoscritto la legge di ratifica delle norme che prevedono la soppressione della condanna capitale in qualsiasi circostanza, come stabilito dal protocollo 13 nella Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Appello Urgente per salvare la vita di Robert Garza, condannato a morte in Texas

Torniamo a ricordare a tutti gli "amici di penna" dei condannati a morte e a tutti coloro che sono sensibili alla sorte dei condannati di inviare appelli per la loro salvezza.  Siamo preoccupati per Robert Garza, la cui esecuzione è prevista per il 19 settembre prossimo. Vi chiediamo di inviare l'appello lanciato dalla Comunità di Sant'Egidio insieme alla mamma di Robert.

venerdì 30 agosto 2013

mercoledì 21 agosto 2013

Pakistan: rinviata la reintroduzione della pena di morte

Le autorità del Pakistan hanno deciso di rinviare la reintroduzione della pena di morte fino al ritorno del presidente Asif Ali Zardari dal suo viaggio all'estero.
La moratoria alla pena di morte, introdotta dopo l'elezione di Zardari ed in vigore per cinque anni, è decaduta il 30 giugno. Il governo ha rifiutato di prolungare questa moratoria motivando la scelta con la necessità di combattere in modo più attivo ed efficace gli estremisti ed i terroristi.
L'esecuzione delle prime condanne è prevista per la prossima settimana. Su richiesta del presidente il primo ministro Nawaz Sharif ha accettato di attendere il ritorno del capo di stato dall'estero per discutere nuovamente la questione.


http://italian.ruvr.ru/2013_08_18/Rinviata-la-reintroduzione-della-pena-di-morte-in-Pakistan/