martedì 9 luglio 2013

Con Sant'Egidio l'estate nelle carceri napoletane è meno brutta


A Secondigliano, Pozzuoli, Poggioreale,
feste, distribuzioni di generi di prima necessità e concerti.
Così continua nel periodo estivo l’amicizia della Comunità di Sant’Egidio di Napoli con i detenuti reclusi nelle carceri campane. Il 4 luglio nel centro clinico del carcere di Secondigliano, dove la Comunità ogni settimana visita i detenuti malati, c’è stata una festosa distribuzione di scarpe, magliette e bagnoschiuma. E’ stata anche l’occasione di una serena e allegra chiacchierata con alcuni di loro. Michele a  nome dei detenuti ha letto una bellissima e profonda lettera per ringraziare gli amici della Comunità, mentre Carmine si è esibito in una perfomance poetica applauditissima. Al termine, il direttore del Penitenziario ha voluto salutare tutti e ricordare l’importanza della presenza dei volontari e della Comunità nel carcere che da oltre 5 anni organizza nel centro clinico il pranzo di Natale. Nello stesso pomeriggio ci si è spostati nell’attiguo Ospedale Psichiatrico Giudiziario, dove una festa canora ha allietato ed entusiasmato gli internati nel teatro dell’ istituto. Tra loro i “reduci” della indimenticabile gita al mare a Sorrento, che ancora raccontavano quella bellissima giornata. Canzoni napoletane ma anche di altre regioni, torte fatte in casa dalle anziane della comunità, coca cola e tanta amicizia sono stati gli ingredienti di questa festa. Alla fine sigarette per tutti.

venerdì 5 luglio 2013

Con dolore apprendiamo che il Pakistan ha deciso la fine della moratoria


la Conferenza di Lahore
Il nuovo governo pakistano mette fine alla moratoria sulle esecuzioni di pena di morte instaurata nel paese cinque anni fa. Durante il governo al potere dal 2008, grazie al decreto presidenziale che aveva imposto la moratoria, nessun condannato è stato eseguito. 
Amnesty International ha chiesto di ristabilire al più presto la moratoria e ha definito la nuova misura sconvolgente e retrograda.

Più di 8000 condannati si trovano attualmente nelle carceri. Molti hanno esaurito i ricorsi e sembra che 450 siano coloro che rischiano a breve l'esecuzione. Il nuovo governo non prevede amnistie e le sovraffollate prigioni del Pakistan sono incapaci di fornire delle condizioni di vita  dignitose.
Nel paese era cresciuto un consenso verso l'umanizzazione delle pene, come si vede dalle fotografie che riprendono la partecipazione alla raccolta di firme contro la pena di morte durante l'importante conferenza organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio a Lahore nel dicembre scorso, dal significativo titolo "Humanity for prisoners".

giovedì 4 luglio 2013

La Corte Suprema della Florida revoca due condanne a morte

La Comunità di Sant'Egidio esprime viva soddisfazione per la revoca di due condanne a morte nei confronti di due uomini che si trovano nel death row di Raiford in Florida. Si tratta di Ralston Davis di soli 28 anni la cui pena è stata commutata in pena perpetua e di Wayne Shellito di 37 anni il suo caso infatti, così ha giudicato la Corte, merita un approfondimento. Queste revoche sono espressione di grande saggezza e un segno di speranza per il futuro.

http://www.ocala.com/article/20130703/WIRE/130709898/-1/news?Title=Fla-Supreme-Court-overturns-2-death-sentences-

mercoledì 3 luglio 2013

Florida: uno Stato in opposizione alla tendenza abolizionista negli USA


La decisione di sospendere l'applicazione della pena di morte da parte del Maryland (maggio 2013) e del Connecticut (12 aprile 2012), la decisione della California di votarne l'abolizione a novembre 2013 e l'allungamento oltre l’anno dei termini per presentare ricorsi federali in presenza di prove solide a sostegno dell’innocenza del condannato a morte (Sentenza della Corte Suprema, No. 12-126), sembrano aver consolidato una lenta ma costante revisione dell’applicazione della pena capitale negli Stati Uniti.  Tuttavia, alcune recenti decisioni del Governatore della Florida contraddicono questa tendenza e riportano all'attenzione il problema degli Stati che ancora mantengono e applicano la pena capitale.

La Florida è uno dei 33 Stati che ancora mantiene la pena capitale e detiene nei bracci della morte circa 405 condannati, più di qualsiasi altro Stato eccetto la California (723). Anche il numero di esecuzioni in Florida è tra i più elevati: 77 dal 1976 (anno di ripresa delle esecuzioni dopo un lungo periodo di sospensione), il quarto valore più elevato dopo quello di Texas (500), Virginia (109) e Oklahoma (98). In Florida è anche più facile comminare sentenze capitali: non è, infatti, richiesta ai giurati l'unanimità, ma basta la maggioranza per invocare dal giudice una condanna a morte. Gli errori giudiziari rilevati sono tra i più numerosi: dal 1973 sono 24 i detenuti liberati dal braccio della morte, perché riconosciuti innocenti.

Appello per la salvezza di Gerald Marshall

Gerald Marshall
La Comunità di Sant'Egidio invita tutti ad aderire al proprio appello per salvare la vita di Gerald Marshall Gerald ha 31 anni e si trova nel braccio della morte di Polunsky in Texas. Al momento non gli è stata fissata la data dell'esecuzione, ma si teme per la salvezza di questo giovane.



La storia
Gerald è stato accusato di aver ucciso un uomo nel corso di una rapina nel maggio 2003. Un anno dopo è stato rinchiuso nel braccio della morte di Livingston. Lui si dichiara del tutto innocente, sostenendo che in realtà fu un suo complice, Bo Worthy, l’unica persona ad entrare nell’emporio dove avvenne il delitto. Il suo compito era solo tenere d’occhio l’uscita di servizio, per scongiurare la presenza di possibili testimoni. La responsabilità dell’omicidio gli è stata addossata dallo stesso Worthy e da un suo amico. La condizione di estrema povertà di Marshall gli ha permesso di avvalersi solo di due avvocati d’ufficio, che, come spesso avviene in questi casi, si sono rivelati inesperti e inadeguati. L’arma del delitto non è mai stata rinvenuta, e nessuna impronta digitale è stata rilevata sul luogo dell’omicidio

E' tempo di porre fine alla pena di morte, lo dicono i Vescovi della Nigeria

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione sulla pena di morte in Nigeria a firma di S.E. Ignatius Kaigama, Presidente della Conferenza Episcopale Nigeriana e dell'Arcivescovo di Jos. In conclusione del documento i Vescovi chiedono: "Al Presidente, al Parlamento, ai Religiosi e ai gruppi della società civile di unirsi in questa battaglia per porre fine a questo male e a riconvertire noi stessi al senso comune dell'umanità".



lunedì 1 luglio 2013

La Comunità di Sant'Egidio della Nigeria: difesa della vita in ogni circostanza

Con l’esecuzione di quattro prigionieri a Benin City, Edo State, la Nigeria ha rotto una moratoria durata più di sette anni.
La Comunità di Sant’Egidio in Nigeria,  attraverso la stampa e le radio, ha fermamente protestato contro il ritorno della pena di morte, alzando la voce per la difesa della vita in ogni circostanza.

 
La Comunità di Sant'Egidio ha fermamente protestato contro le esecuzioni in Benin City, Nigeria

Abuja, 29 giugno 2013

La vita è un dono sacro che viene da Dio e ogni uomo deve essere amato e protetto in tutte le circostanze. E’ in base a questo concetto fondamentale che la Comunità di Sant’Egidio ha fortemente protestato per l'esecuzione di quattro prigionieri in Benin City all’inizio della settimana.

Tale atto ha segnato il brutale ritorno all’uso della pena capitale in Nigeria che ha rotto una moratoria durata più di sette anni. La Comunità di Sant’Egidio si unisce al resto del mondo nella protesta contro queste esecuzioni e quelle precedentemente effettuate. Si appella alle autorità nigeriane affinché sospendano immediatamente tutte le esecuzioni in vista di una nuova adesione alla moratoria.