mercoledì 14 gennaio 2015

Citiesforlife: proseguono le iniziative contro la pena di morte


Nella Rete Cities of life c'è spazio tutto l'anno per Vedano Olona

Il peso di un singolo paese su questioni di portata internazionale è spesso così limitato da scoraggiare anche i più volonterosi dall'impegnarsi in prima persona. Il discorso può cambiare invece quando l'apporto non viene proposto direttamente, ma all'interno di un gruppo. Come in tante altre situazioni spesso all'ordine del giorno nei problemi della Valle Olona, anche nell'ultima iniziativa sottoscritta dal Comune di Vedano Olona, il concetto di rete aiuta a offrire il proprio contributo e metterlo a frutto a prescindere dalla dimensione.

Accogliendo la proposta della Commissione Europea e della Comunità di Sant'Egidio, l'Amministrazione ha infatti deciso di entrare a far parte della rete di Municipalità che, in Europa e nel Mondo, intendono sostenere l'impegno per il rispetto alla vita e della dignità dell'uomo e sensibilizzare la cittadinanza, i Governi e le istituzioni internazionali sull'urgenza di cancellare la pena capitale dal panorama giuridico e dalla pratica degli Stati.

Per aprire ai cittadini la riflessione su questi temi è stato previsto un calendario di incontri, il primo dei quali si è tenuto lo scorso 30 novembre 2014, in coincidenza con la XIII Giornata Internazionale Cities for Life–Città contro la Pena di Morte, nella data che ricorda la prima legge di abolizione della pena capitale, nel Granducato di Toscana, il 30 novembre 1786.

Nell'occasione, le riflessioni sul tema si sono svolte attraverso i linguaggi del cinema con la proiezione del film La parola ai giurati di Sidney Lumet. Ora, il prossimo 15 gennaio alle ore 20.45 in Sala Consiliare di Villa Aliverti è previsto il secondo appuntamento: una lettura scenica basata su L'ultimo giorno di un condannato a morte di Victor Hugo e su brani storici e tratti dai dibattiti parlamentare sull'abolizione della pena di morte nell'Italia unitaria, sotto il titolo Non è ammessa, che richiama la Costituzione. I testi elaborati da Giuseppe Battarino e messi in scena da Luciano Sartirana verranno letti dagli attori Simona Bramanti, Lia Locatelli, Pasquale Bevilacqua.

Un terzo momento di confronto è previsto per il 5 febbraio alle ore 20.45, sempre in Sala Consiliare di Villa Aliverti, quando verrà proiettato il film Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick.

La Giornata Mondiale delle Città per la Vita/Città contro la Pena di Morte, che si tiene il 30 novembre di ogni anno, rappresenta la più grande mobilitazione contemporanea planetaria per indicare una forma più alta e civile di giustizia, capace di rinunciare definitivamente alla pena capitale. Ogni città ha la facoltà di dichiarare il 30 Novembre Giornata per la vita/contro la pena di morte e quindi inserire la dizione Città per la vita/Città contro la Pena di Morte, accanto al nome e al logo. Ogni città può inoltre collegare il proprio sito web (o pagina facebook) al network internazionale che fa riferimento alla piattaforma online, e iscrivere la città nell'elenco e nella mappa interattiva.

Pakistan, sette esecuzioni per terrorismo

A dicembre la pena capitale è stata ripristinata dopo il massacro alla scuola di Peshawar

http://cronacaeattualita.blogosfere.it/

Sette persone sono state giustiziate in Pakistan, un’esecuzione che porta a sedici il numero delle persone uccise dopo la disattivazione della pena capitale nello Stato asiatico del 2008. A dicembre il dispositivo era stato riattivato per il caso dell’attacco terroristico dei talebani contro la scuola di Peshawar che ha fatto 150 morti di cui 134 scolari.

Due dei condannati a morte sono stati impiccati per il loro ruolo in un tentativo di omicidio dell’ex presidente Pervez Musharraf, tre altri per violenze settarie, un altro per un attacco contro il consolato americano di Karachi nel 2003 e un altro ancora per l’uccisione di un avvocato.

L’esecuzione è avvenuta proprio nei giorni in cui il segretario di stato statunitense John Kerry si trova in Pakistan per rafforzare la cooperazione sui temi della sicurezza fra Washington e Islamabad.

Secondo Amnesty International sarebbero addirittura ottomila i condannati a morte detenuti nelle prigioni pakistane. Dopo il massacro di Peshawar e la riattivazione della pena capitale le autorità di Islamabad hanno previsto di effettuare circa 500 esecuzioni. Ovviamente la ripresa delle esecuzioni capitali ha provocato la reazione di numerose associazioni per la difesa dei diritti umani europee secondo le quali la pena capitale non rappresenta uno strumento efficace per lottare contro il terrorismo. La scorsa settimana, nonostante l’opposizione dei partiti islamisti e dei deputati progressisti, il Parlamento pakistano ha approvato la creazione di nuovi tribunali militari che avranno il compito di giudicare i civili per atti di terrorismo.

Eseguita la condanna di Andrew Howard Brannan, veterano della guerra in Vietnam

Andrew Howard Brannan, eseguioto in Georgia, aveva problemi mentali. 

(ANSA) - NEW YORK, 14 GEN - In un carcere della Georgia è stata eseguita la condanna a morte inflitta ad un veterano della guerra del Vietnam, Andrew Howard Brannan, giudicato colpevole dell' omicidio di un vice sceriffo. Brannan, 66 anni, è stato messo a morte con una iniezione letale nel carcere di Jackson, dopo che anche la corte Suprema ha respinto un ultimo appello.
    In Vietnam era stato insignito di due medaglie al valore e di una Croce di Bronzo. Gli era stata diagnosticata una sindrome da stress post-traumatica.
   

sabato 10 gennaio 2015

Victor Hugo
Appuntamento a Vedano Olona:
Lettura scenica de "L'ultimo giorno di un condannato a morte", iniziativa a sostegno delle "città per la vita" giovedì 15 gennaio 2015, ore 20.45 in Villa Aliverti

Il Comune di Vedano Olona accogliendo la proposta della Commissione Europea e della Comunità di Sant’Egidio è entrato a far parte della rete di Municipalità che, in Europa e nel Mondo, intendono sostenere l’impegno per il rispetto alla vita e della dignità dell’uomo e sensibilizzare la cittadinanza, i governi e le istituzioni internazionali sull’urgenza di cancellare la pena capitale dal panorama giuridico e dalla pratica degli Stati.

Per aprire ai cittadini la riflessione su questi temi è stato previsto un calendario di incontri, iniziati il 30 novembre 2014, in coincidenza con la XIII Giornata Internazionale “Cities for Life –Città contro la Pena di Morte” (data che ricorda la prima legge di abolizione della pena capitale, nel Granducato di Toscana, il 30 novembre 1786). 


Il 30 novembre 2014 le riflessioni sul tema si sono svolte attraverso i linguaggi del cinema con la proiezione del film “La parola ai giurati” di Sidney Lumet.
Il 15 gennaio 2015 alle ore 20.45 in Sala Consiliare di Villa Aliverti è previsto il secondo
Vedano Olona (Varese)
appuntamento: verrà proposta una lettura scenica basata su “L’ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo e su brani storici e tratti dai dibattiti parlamentare sull’abolizione della pena di morte nell’Italia unitaria, sotto il titolo “Non è ammessa”, che richiama la Costituzione. 


I testi elaborati da Giuseppe Battarino e messi in scena da Luciano Sartirana verranno letti dagli attori Simona Bramanti, Lia Locatelli, Pasquale Bevilacqua.
Un terzo momento di confronto è previsto per il 5 febbraio 2014 alle ore 20.45 in Sala Consiliare di Villa Aliverti; verrà proiettato il film “Orizzonti di gloria” di Stanley Kubrick.

Ohio: riprendono le esecuzioni, ma cambia il mix di farmaci.

Il Dipartimento di Riabilitazione e Correzione dello Stato dell'Ohio ha annunciato giovedì scorso che i farmaci Midazolam e Hydromorphone, che avevano provocato la terribile agonia a Dennis McGuire durante l'esecuzione nel gennaio 2014, non saranno più utilizzati, al loro posto ha approvato l'uso del Thiopental sodico e Pentobarbital. 

Purtroppo le esecuzioni riprendono e la prossima è prevista per l'11 febbraio prossimo.  Continuiamo a sostenere la necessità di una prolungata moratoria delle esecuzioni per riflettere su un cambiamento e una giustizia che rispetti la vita. 

da http://www.cdt.ch/mondo/cronaca

L'Ohio porrà fine all'utilizzo della combinazione dei due farmaci per le iniezioni letali che ha causato la drammatica agonia lo scorso gennaio di Dennis McGuire, condannato a morte per lo stupro e l'omicidio di una donna incinta nel 1993. Lo ha annunciato il Department of Rehabilitation and Correction statale.

Per l'iniezione letale dell'uomo è stato usato un mix di midazolam e idromorfone, ma qualcosa è andato storto tanto che McGuire ha impiegato ben 25 minuti per morire. Un tempo lunghissimo, in cui il condannato si è dimenato in preda alle convulsioni ed è infine morto soffocato. JoEllen Smith, portavoce del Dipartimento, ha affermato con i media statunitensi che il sistema carcerario dell'Ohio sta pensando di utilizzare il pentobarbital insieme ad un farmaco usato per le iniezioni letali dal 1999 al 2011, il sodio tiopentale.

L'Ohio Department of Rehabilitation and Correction, nel frattempo, ha anche deciso di rinviare l'esecuzione di Ronal Phillips, condannato per lo stupro e omicidio di una bimba di tre anni, figlia della sua fidanzata, in programma per l'11 febbraio.

Diversi Stati americani nei quali è in vigore la pena di morte sono alla ricerca di nuove combinazioni di farmaci per le iniezioni letali dopo che alcune aziende farmaceutiche hanno fermato la fornitura dei loro prodotti per non essere più associate alla pena capitale.

lunedì 5 gennaio 2015

Pena di morte, Pakistan e Giordania rispolverano il patibolo


I governi di Amman e Islamabad hanno sospeso la moratoria. Mentre Arabia Saudita e Iran segnano il primato in negativo degli ultimi anni circa il numero delle esecuzioni. Un passo nella direzione opposta arriva dal Maryland dove quattro condannati sono stati salvati dalla pena capitale.

di CHIARA NARDINOCCHI
http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani

ROMA - A fermare il trand postitivo che aveva visto negli ultimi anni sempre più Stati virare perso l'abolizione, sono stati Pakistan e Giordania che il 21 dicembre 2014 hanno ripreso le esecuzioni. Un brutto colpo per le associazioni umanitarie come Nessuno tocchi Caino impegnate nella lotta contro il sistema capitale. 

Il ritorno del Pakistan. Dopo sei anni di moratoria de facto, Islamabad è tornata sui suoi passi. Una decisione presa dopo l'attacco alla scuola di Peshawar del 16 dicembre 2014, quando sette appartenenti al gruppo del Tehrik-i-Taliban Pakistan (i talebani pakistani) ha aperto il fuoco uccidendo 141 persone, la maggior parte bambini. Il giorno seguente, il presidente Nawaz Sharif ha annunciato la fine della moratoria per i reati legati al terrorismo. Dal 21 al 31 dicembre sono state giustiziate cinque persone nelle prigioni di Faisalabad e Peshawar, colpevoli di aver preparato e messo in atto l'attentato contro il generale Pervez Musharraf nel 2003.

In Giordania. Ancora più drastica la decisione di Amman, che dopo otto anni di sospensione, il 21 dicembre 2014 ha ripreso le esecuzioni impiccando undici uomini condannati per omicidio nel Centro di correzione e riabilitazione di Swaqa, una prigione a circa 70 chilometri dalla capitale. "Alcuni prigionieri - ha riferito una fonte interna al carcere all'agenzia di stampa Petra - hanno chiesto di dare un ultimo messaggio alle loro famiglie, altri solo di fumare una sigaretta". Dal 2006, anno dell'ultima esecuzione in Giordania, più di 120 persone sono state condannate alla pena capitale per omicidio, stupro di minori e spionaggio, ma le loro sentenze non sono state eseguite. Un'altra dimostrazione della fermezza della sua decisione Amman l'ha dato sul palcoscenico internzionale. Il 18 dicembre 2014, infatti, il rappresentante giordano all'Assemblea generale delle Nazioni Unite si è astenuto durante la votazione sulla Risoluzione per una moratoria sull'uso della pena di morte.

Iran e Arabia Saudita. Un record in negativo anche per Teheran e Riyad, che nell'anno appena concluso hanno registrato il maggior numero di esecuzioni degli ultimi anni. Una tendenza che non sembra arrestarsi dato che in soli quattro giorni (dal 29 dicembre al 1° gennaio) tre persone sono state decapitate dallo stato saudita per reati di omicidio e traffico di droga, facendo salire così a 86 le esecuzioni del 2014, il numero più alto degli ultimi cinque anni. Mentre, secondo l'Iran humans rights documentation center nel 2014 Teheran ha giustiziato almeno 707 persone, un numero impressionante, che segna un 10% in più rispetto al 2013.

Buone notizie dagli Stati Uniti. Un passo, ma nella direzione opposta, l'ha fatto lo Stato del Maryland, il 18° stato statunitense, nell'aver abolito la pena di morte. Promulgata il 15 marzo 2013, l'abolizione non aveva carattere retroattivo, così il 31 dicembre il governatore Martin O'Malley ha deciso di commutare in ergastoli senza condizionale le condanne a morte degli ultimi quattro detenuti nel braccio della morte. "In un governo rappresentativo - ha detto O'Malley - le esecuzioni di Stato rendono ogni cittadino partecipe di un omicidio legalizzato". Inoltre, dopo l'abolizione in Maryland, non era in vigore nessun protocollo di esecuzione, quindi giustiziare i quattro condannati rimasti nel braccio della morte sarebbe stato "legalmente e di fatto impossibile", ha detto Doug Gasler procuratore generale dello Stato.

giovedì 1 gennaio 2015

Usa, governatore del Maryland commuta le ultime 4 condanne a morte

Il democratico Martin O'Malley lascerà guida dello Stato a gennaio

New York, 31 dic. (askanews) - In uno dei suoi ultimi atti da governatore del Maryland, il democratico Martin O'Malley ha annunciato oggi che commuterà le sentenze degli ultimi quattro condannati a morte nel suo Stato. Per loro l'ergastolo si sostituirà alla pena capitale.

Due anni fa, l'Assemblea Generale aveva abolito la pena di morte nello Stato, trasformando la pena capitale in ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Il cambiamento, però, non aveva avuto formula retroattiva per cinque detenuti precedentemente condannati a morte. Uno di questi, John Booth-El, è morto in carcere quest'anno.

"A mio giudizio, mantenere queste condanne a morte non sarebbe servito al bene pubblico della popolazione del Maryland", ha affermato O'Malley in una nota. Il governatore ha anche detto di aver parlato con molti dei parenti delle vittime uccise dai detenuti, e li ha ringraziati per aver discusso con lui del caso.

O'Malley lascerà la poltrona di governatore il prossimo mese dopo due mandati, il limite massimo per questo stato.

"Vorremmo ringraziare il governatore O'Malley per aver preso una decisione morale dura e coraggiosa", ha commentato attraverso un comunicato Gary Proctor, avvocato di uno dei detenuti nel braccio della morte, Heath Burch. "È il tempo che le macchine della morte del Maryland vengano consegnate ai libri di storia", ha concluso lo stesso Proctor.