sabato 26 novembre 2016
venerdì 25 novembre 2016
"Città per la vita, città contro la pena di morte", a Padova
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| Wilbert Rideau ex condannato a morte |
Tra il 28 e il 30 novembre, in occasione della Giornata Internazionale "Città per la vita, città contro la pena di morte", a Padova si terrà una serie di iniziative connesse agli eventi organizzati in oltre duemila città nel mondo.
Leggi gli eventi:
http://www.padovaoggi.it/eventi/citta-vita-pena-morte-
mercoledì 23 novembre 2016
Jakarta, l'impegno per l'abolizione della pena di morte
INDONESIA
25 novembre
In occasione della Giornata mondiale "Città per la vita, città contro la pena di morte" la Comunità di Sant'Egidio in collaborazione con l'Università Atmajaya organizza a Jakarta una conferenza dal titolo "L'abolizione della pena di morte e la riconciliazione"
Modera l'incontro un Rappresentante di Sant'Egidio
Intervengono:Dott. Antonius P.S Wibowo - Docente della facoltà di legge - Atmajaya Azas Tigor Nainggolan - Coordinatore del Forum per la difesa per la vita della Conferenza Episcopale IndonesianaAntonio Silo - Avvocato / Rappresentante Capo dello Studio Legale DPC Peradi di Jakarta Timur
Ingresso libero. Sarà servito un piccolo rinfresco. Gli studenti possono ricevere un certificato di partecipazione
venerdì 18 novembre 2016
Sant'Egidio: la pietà per i carcerati dai tempi antichi a oggi
Mentre chiude il Giubileo della Misericordia un singolare pellegrinaggio dentro il mondo delle condanne capitali e delle schiavitù contemporanee.
Giovedì 17 novembre a Roma, nella chiesa di San Giovanni Decollato, luogo antico di dolore, dove si conservano le tombe dei condannati a morte, dove si è conservata la pietà per i carcerati, sono risuonate voci di due testimoni, una della Comunità di Sant'Egidio e l'altra della Comunità Papa Giovanni XXiii.
Sogniamo un mondo senza pena di morte e schiavitù!
Per saperne di più:
http://www.santamariainportico.it
Pena di morte: crescono all’Onu i “si” per la moratoria, 115 in Terza Commissione
Cresce il sostegno contro la pena di morte nel mondo in Terza Commissione dell’Assemblea Generale ONU, che si occupa del rispetto dei diritti umani.
La risoluzione viene discussa e votata ogni due anni.
Di seguito una lettura dei dati della votazione tenutasi il 17 novembre 2016.
Rispetto alla precedente votazione del 2014 la risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni ha ottenuto 115 voti, un voto in più al primo esame della Terza Commissione.
Il documento, non vincolante ma dal forte valore morale, chiede ai paesi dell’Onu di fermare le esecuzioni in vista della totale abolizione della pena capitale, dunque 115 si, 38 no e 31 astenuti.
E’ dal 2007 che il documento sulla moratoria della pena di morte viene approvato all’Onu. Da allora il numero dei consensi e’ sempre aumentato.
Nel 2014 i si furono 114, 36 i no e 34 astensioni. La lettura dei voti favorevoli e contrari mostra parecchie variazioni rispetto alla precedente votazione (Assemblea Generale 2014) e non tutte positive. Il Burundi, che dal 2007 aveva sempre votato a favore, ha espresso voto contrario. Chad, Niger, Philippines e Seychelles, che avevano votato a favore nel 2014, si sono astenuti. Probabilmente a far salire il partito ostile alla moratoria e’ stata l’ultima ondata terroristica che ha spinto paesi come la Turchia a cambiare parere.
Ora l’ultima parola spetta all’Assemblea Generale in seduta plenaria: il voto è previsto entro la fine di dicembre.
Un’altra differenza sta nell’emendamento presentato da Singapore e discusso prima della votazione sulla moratoria. L’emendamento, molto breve, era questo:
Before operative paragraph 1, insert a new operative paragraph, reading:
Reaffirms the sovereign right of all countries to develop their own legal systems, including determining appropriate legal penalties, in accordance with their international law obligations;
Analogo emendamento era stato presentato anche nel 2014 e bocciato 85 a 55 (22 astenuti). Questa volta invece è stato approvato per una manciata di voti 76 a 72 (26 astenuti) e quindi inserito nella bozza poi approvata.
I Paesi dell’Unione Europea tra cui l’Italia e altri del fronte anti-pena capitale, che si erano espressi contro l’emendamento, hanno votato si alla risoluzione precisando che si dissociavano dal paragrafo introdotto da Singapore e chiedendo che il loro “distinguo” venisse messo agli atti.
mercoledì 9 novembre 2016
Preoccupazione e sconforto tra gli abolizionisti: torna il consenso alle esecuzioni in Nebraska, Oklahoma e California
Referendum USA
Insieme alle elezioni presidenziali si sono tenuti ieri negli USA anche tre referendum sull'applicazione della pena di morte che hanno dato risultati sconfortanti, facendo fare al paese parecchi passi indietro rispetto al recente trend abolizionista.
In Nebraska, si è votato sul rigetto o mantenimento della legge di abolizione della pena capitale che l'assemblea legislativa aveva approvato nel maggio 2015, superando il veto del governatore. Più del 62% dei votanti si è dichiarato a favore del reinserimento della pena di morte nella legislazione dello Stato.
In California, stato mantenitore, si è votato sulla sostituzione della pena capitale con l'ergastolo senza possibilità di grazia (Proposition 62). Inoltre, si è votato sulle norme che regolano appelli e petizioni dei condannati a morte, per ridurre ad un massimo di 5 anni il tempo per esaurirli (Proposition 66) e sull'obbligo di lavoro per i condannati a morte, inteso quale mezzo per indennizzare i famigliari delle vittime. Il 54% dei votanti ha rifiutato di abolire la pena di morte, mentre il 51% ha votato per rendere più rapido il processo di appello dei condannati a morte. La California aveva già votato nel 2012 sull'abolizione della pena di morte: allora il 52% dei votanti si era dichiarato contrario.
In Oklahoma la pena di morte è ammessa ma vige una moratoria da ottobre 2015 in attesa di verificare i problemi di alcuni metodi di esecuzione. Ieri si è votato su un emendamento costituzionale che ammette la pena di morte, rifiutando di considerarla punizione crudele ed inumana, e considera costituzionali tutti i metodi di esecuzione, esclusi quelli vietati dalla costituzione federale. Più del 66% dei votanti si è dichiarato a favore della costituzionalità della pena di morte.
lunedì 7 novembre 2016
Pena di morte: Sant'Egidio a Nairobi. Dalla commutazione delle pene all'umanizzazione della società
Il 6 novembre alla Kenya School of Law di Nairobi si è tenuta una importante iniziativa in occasione della Giornata Internazionale "Città per la vita, contro la pena di morte" realizzata dalla Comunità di Sant'Egidio col supporto della Ambasciata Svizzera in Kenya.
L'occasione l'annuncio della commutazione di tutte le condanne alla pena capitale in Kenya - oltre 2700 persone - in ergastolo.
La conferenza è stata aperta dall'Ambasciatore svizzero in Kenya Ralf Hoeckner, che ha ricordato l'impegno della Svizzera in questa lotta ed ha invitato il governo keniota a votare l'accettazione del Secondo Protocollo opzionale nella votazione ONU per la moratoria contro la pena di morte.
Oltre 350 giovani di Nairobi e di altre città del Kenya hanno partecipato alla conferenza.
Andrea Trentini della Comunità di Sant'Egidio ha sottolineato l'importanza del lavoro di umanizzazione della società a livello individuale e collettivo anche al di là della politica. Martha Karua, già ministro della Giustizia e membro costituente, ha spiegato perché è mancato il coraggio di abolire la pena di morte già nella nuova Costituzione ma anche quali sono gli appigli che vi si possono trovare per questa lotta. Il deputato Agostinho Neto, fondatore della Commissione per i Diritti umani, ha parlato dell'Inter legislativo in corso, mentre Harriette Chaggai, del direttivo della Law Society of Kenya, ha sottolineato le ragioni morali e legali per opporsi alla pena di morte.
Una grande quantità di domande ha dato conto dell'interesse dei presenti, la conferenza e il dibattito sono stati moderati da Francis Waithaka in rappresentanza della Comunità di Sant'Egidio del Kenya.
Erano presenti anche rappresentanti diplomatici dell'Italia e del Malawi, e attivisti del lavoro nelle carceri.
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