giovedì 4 dicembre 2014
martedì 2 dicembre 2014
da Famiglia Cristiana l'invito a firmare gli Appelli Urgenti. Esecuzioni imminenti
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| Scott Panetti, Texas death row |
Uno negli Stati Uniti, la cui pena capitale è fissata per il 3 dicembre. L’altro in Bielorussia, potrebbe essere messo a morte in qualsiasi momento. Entrambi soffrono di turbe psichiche, ma nemmeno questo ha impedito la condanna. La Comunità di Sant’Egidio si mobilita per evitare loro il patibolo. E chiede di sottoscrivere l’appello.
Firma anche tu gli appelli urgenti: http://nodeathpenalty.santegidio.org/pageID/240/Appelli_urgenti.html
Il 30 novembre, Giornata mondiale in ricordo della prima abolizione della pena di morte in uno Stato (il Granducato di Toscana nel 1786), duemila città del mondo hanno aderito all’iniziativa “Città per la vita” della Comunità di Sant’Egidio, illuminando un monumento contro il boia.
Dal Colosseo di Roma al Cristo Redentore di Rio de Janeiro, da Lisbona a Betlemme, da Boston a Manila, da Hong Kong a tante capitali africane, in un’alleanza che ha unito amministrazioni locali e società civile. Ogni anno, il numero di adesioni cresce, così come avanza il cammino per cancellare la pena di morte dalla faccia della Terra.
Lo scorso 21 novembre, la III Commissione delle Nazioni Unite ha votato una nuova risoluzione per una moratoria sulle esecuzioni con 114 voti a favore su 193, cioè quattro in più rispetto a quella del 2012. Del resto, quando nel 1945 venne fondata l’Onu, solo 8 degli allora 51 Stati membri avevano abolito la pena capitale dal proprio ordinamento, mentre ora il numero degli abolizionisti per tutti i reati è 95, che sale a 137 considerando i Paesi che l’hanno abolita nella prassi.
Anche Papa Francesco è recentemente intervenuto per sostenere questo cammino verso la vita: «Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà», ha detto, «sono chiamati a lottare per l’abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia».
Gli appelli urgenti per Scott Panetti, 56 anni, la cui esecuzione è prevista per domani 3 dicembre. Edward Lykov, 53 anni, potrebbe essere messo a morte in qualsiasi momento. Entrambi soffrono di disturbi psichici.
http://www.famigliacristiana.it/
Proprio in questi giorni arriva dalla Comunità di Sant’Egidio un appello a mobilitarsi, sottoscrivendo e diffondendo la petizione, contro due omicidi di Stato. Per Scott Panetti, 56 anni, è già iniziato il conto alla rovescia che lo porterà, il 3 dicembre, al patibolo nel braccio della morte di Huntsville, in Texas. Lo Stato americano in testa per il numero di esecuzioni ucciderà per iniezione letale un malato di mente per un assassinio di 22 anni fa.
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| Edward Lykov, Bielorussia |
Nel 2004, il giorno prima dall’esecuzione, l’iniezione venne bloccata, mentre nel 2007 la Corte Suprema concesse il riesame del caso. L’anno dopo, il verdetto fu però il ripristino della pena capitale perché, disse il giudice, «Panetti era malato di mente quando commise il crimine e lo è ancora adesso. Ma aveva chiaro il nesso tra il suo crimine, la sentenza prevista per quel crimine e il nesso causale retributivo tra il primo e la seconda».
Tuttora, il dead man walking, “il morto che cammina” come chiamano negli Usa i detenuti nel braccio della morte, sente le voci ed è convinto che la direzione del carcere gli abbia impiantato un sistema d’intercettazione nei denti. Per l’annullamento della sua condanna, si sono appellati al Governatore Rick Perry psichiatri, ex togati, pubblici ministeri, l’Unione Europea, pastori evangelici e vescovi cattolici. Eppure, senza che il suo stato mentale fosse riesaminato, la scorsa settimana la Corte d’appello del Texas ha confermato l’omicidio di Stato per il 3 dicembre, con un voto di stretta misura dei giudici (5 a 4). Il New York Times ha scritto in un editoriale: «Una società civile non dovrebbe mettere a morte nessuno. Ma certamente non può pretendere di aderire ad alcuno standard morale accettabile di colpevolezza se uccide qualcuno come Scott Panetti».
L’altro appello lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio riguarda invece la Bielorussia del dittatore Lukashenko, l’unica nazione in Europa che continua a uccidere per legge e dove vige ancora il segreto di Stato, retaggio della tradizione sovietica, e le notizie filtrano dalle prigioni tramite i parenti dei giustiziati o le organizzazioni internazionali molto tempo dopo la morte del detenuto.
Per questo si sa che è imminente, ma non se ne conosce la data, l’esecuzione di Eduard Lykov, 53 anni, un uomo con evidenti turbe mentali e da sempre dedito all’alcol, accusato di aver commesso cinque omicidi. Il suo processo ha suscitato dubbi, specialmente per i consigli dei suoi avvocati, che ad alcuni parvero più propensi ad accorciare i tempi del procedimento che a difendere seriamente l’imputato. Potrebbe essere ucciso in qualsiasi momento, senza preavviso. Il 30 novembre, per Eduard e gli altri detenuti nel braccio della morte, la Comunità di Sant’Egidio ha promosso una veglia di preghiera nella chiesa dei Santi Elena e Simone a Minsk, la capitale bielorussa.
lunedì 1 dicembre 2014
Città per la vita. Si illumina il mondo
Cronaca 30 novembre 2014
di Michele Brancale
Suezann Bosler è sopravvissuta nel 1986 a un'aggressione in Florida. Fu colpito a morte invece suo padre, il Rev. Bossler da sempre contrario alla pena capitale. Suezann è fondatrice di Journey of hope, associazione di parenti delle vittime contro la pena di morte. Su invito della Comunità di Sant'Egidio ha raggiunto Firenze per un incontro speciale con i detenuti di Sollicciano, promosso giovedì in collaborazione con la Direzione. Rappresentanti religiosi della città – cristiani, musulmani, buddisti, in particolare – hanno motivato insieme a Bosler il loro no alle esecuzioni. Con lei l'imam Izzedin Elzir, don Roberto Falorsi, che celebra la liturgia a Sollicciano con il cappellano don Vincenzo Russo, il parroco della Comunità ortodossa romena di Firenze Ionut Coman, e Alessandro D'Alessandro, buddista, della Soka Gakkai di Firenze. Un importante passaggio di questa presa di coscienza a livello mondiale è rappresentato dall’istituzione della Giornata Internazionale delle “Città per la vita – città contro la pena di morte”, proposta dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Lega Mondiale per l’abolizione della Pena di Morte. Ne sono protagoniste le città del mondo che oggi, domenica 30 novembre, scelgono di illuminare un monumento significativo o altre forme di adesione proprio nel giorno in cui si ricorda la prima abolizione nel mondo, il 30 novembre del 1786, da parte del Granducato di Toscana. Dalla provincia di Firenze in questi anni ben 32 adesioni su 42 Comuni. In prima fila il Comune di Firenze, che ha rinnovato l'adesione come anche Bagno a Ripoli, Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Capraia e Limite, Campi Bisenzio, Castelfiorentino, Certaldo, Montaione, Pontassieve, Scarperia-San Piero a Sieve, Sesto Fiorentino, Greve in Chianti, Tavarnelle Val di Pesa e Vaglia. Da ieri sera e per tutta la giornata di oggi cliccando sul sito del Comune di Firenze www.comune.fi.it si apre per 30 secondi una pagina dedicata a 'Città per la vita'. A Campi Bisenzio oggi il teatro Dante Carlo Monni rimarrà illuminato. Nel sito istituzionale sotto il nome del Comune verrà aggiunta la frase Città per la vita – contro la pena di morte. Il Comune di Scaperia e San Piero illuminerà il Palazzo dei Vicari di Scarperia e affiggerà, davanti alla sede del municipio di San Piero a Sieve, uno striscione che richiama i contenuti dell’adesione. A Barberino di Mugello Palazzo Pretorio in piazza Cavour illuminato per tutta la notte. Il logo di 'Città per la vita' sul sito del Comune di Greve in Chianti. Realizzato nel frattempo un breve video illustrativo di 'Città per la vita', visibile anche su:
http://www.lanazione.it/firenze/santegidio-pena-morte-bosler-1.436970
di Michele Brancale
Suezann Bosler è sopravvissuta nel 1986 a un'aggressione in Florida. Fu colpito a morte invece suo padre, il Rev. Bossler da sempre contrario alla pena capitale. Suezann è fondatrice di Journey of hope, associazione di parenti delle vittime contro la pena di morte. Su invito della Comunità di Sant'Egidio ha raggiunto Firenze per un incontro speciale con i detenuti di Sollicciano, promosso giovedì in collaborazione con la Direzione. Rappresentanti religiosi della città – cristiani, musulmani, buddisti, in particolare – hanno motivato insieme a Bosler il loro no alle esecuzioni. Con lei l'imam Izzedin Elzir, don Roberto Falorsi, che celebra la liturgia a Sollicciano con il cappellano don Vincenzo Russo, il parroco della Comunità ortodossa romena di Firenze Ionut Coman, e Alessandro D'Alessandro, buddista, della Soka Gakkai di Firenze. Un importante passaggio di questa presa di coscienza a livello mondiale è rappresentato dall’istituzione della Giornata Internazionale delle “Città per la vita – città contro la pena di morte”, proposta dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Lega Mondiale per l’abolizione della Pena di Morte. Ne sono protagoniste le città del mondo che oggi, domenica 30 novembre, scelgono di illuminare un monumento significativo o altre forme di adesione proprio nel giorno in cui si ricorda la prima abolizione nel mondo, il 30 novembre del 1786, da parte del Granducato di Toscana. Dalla provincia di Firenze in questi anni ben 32 adesioni su 42 Comuni. In prima fila il Comune di Firenze, che ha rinnovato l'adesione come anche Bagno a Ripoli, Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Capraia e Limite, Campi Bisenzio, Castelfiorentino, Certaldo, Montaione, Pontassieve, Scarperia-San Piero a Sieve, Sesto Fiorentino, Greve in Chianti, Tavarnelle Val di Pesa e Vaglia. Da ieri sera e per tutta la giornata di oggi cliccando sul sito del Comune di Firenze www.comune.fi.it si apre per 30 secondi una pagina dedicata a 'Città per la vita'. A Campi Bisenzio oggi il teatro Dante Carlo Monni rimarrà illuminato. Nel sito istituzionale sotto il nome del Comune verrà aggiunta la frase Città per la vita – contro la pena di morte. Il Comune di Scaperia e San Piero illuminerà il Palazzo dei Vicari di Scarperia e affiggerà, davanti alla sede del municipio di San Piero a Sieve, uno striscione che richiama i contenuti dell’adesione. A Barberino di Mugello Palazzo Pretorio in piazza Cavour illuminato per tutta la notte. Il logo di 'Città per la vita' sul sito del Comune di Greve in Chianti. Realizzato nel frattempo un breve video illustrativo di 'Città per la vita', visibile anche su:
http://www.lanazione.it/firenze/santegidio-pena-morte-bosler-1.436970
Monumenti illuminati, cities for life
Nella pena di morte né umanità né giustizia
del 30 novembre 2014
di Marco Impagliazzo
Cesare Beccaria, 250 anni fa, consegnava alle stampe il manoscritto che sarebbe divenuto Dei delitti e delle pene. In quel testo emergeva fiducia nella capacità della ragione di illuminare il campo dell'azione penale, consapevolezza delle difficoltà insite nel contrasto di idee e consuetudini millenarie, orgoglio di combattere per «la causa dell'umanità», come è scritto nel capitolo dedicato all'abolizione della pena di morte.
mantenitori e quello dei condannati a morte al termine di una procedura ufficialmente legale. Il recente voto alla III Commissione delle Nazioni Unite (quella che si occupa di «questioni sociali, culturali e umanitarie») sulla proposta di moratoria universale della pena di morte è stato un successo, con 114 Stati favorevoli alla mozione, tre in più rispetto a due anni fa. Quel voto fa sperare in un mondo che avanzi sulla via del diritto e dell'umanità, trasmettendo a tutti, e in particolare alle generazioni più giovani, l'idea della vita come qualcosa di prezioso. Per questo, oggi, 30 novembre, giorno che ricorda la prima abolizione della pena di morte in uno Stato europeo, il Granducato di Toscana nel 1786, si celebra la giornata Città per la vita. Migliaia di città nel mondo, tra cui molte capitali, su iniziativa della Comunità di Sant'Egidio, si fermano per riflettere sul superamento della pena di morte. E' un sogno realizzaile. Un possibile, nuovo, passo in avanti dell'umanità. Ma mai abbassare la guardia! Anzi. C'è uno sforzo collettivo da sostenere, per suscitare un movimento ancora più largo dei cuori e delle coscienze. La fiducia e l'impegno degli attivisti e delle tantissime persone impegnate in questa battaglia non deve essere disgiunta dalla consapevolezza delle difficoltà, la stessa vissuta da Beccaria 250 anni fa. Non può non accompagnarsi a un discorso meditato e insieme appassionato per spiegare a un mondo spaventato e spaesato che non c'è giustizia senza vita.
In Asia e negli Stati Uniti soprattutto, ma non solo, c'è da conquistare le istituzioni alle ragioni della vita e dell'umanità, aiutandole a ritrovare nel rispetto della persona umana la radice profonda di ogni politica che tenda al bene comune. Occorre guarire i popoli dal fascino del rancore e della vendetta, se è vero che, anche quando diminuiscono le esecuzioni, troppo frequenti sono, in alcune zone del mondo, le uccisioni extragiudiziali e i linciaggi. Dovunque, c'è da far crescere il senso di quanto l'altro ci sia vicino, perché, come ha affermato papa Francesco il 23 ottobre: «È diffusa la tendenza a costruire deliberatamente dei nemici: figure stereotipate, che concentrano in se stesse tutte le caratteristiche che la società percepisce o interpreta come minacciose».
Lottare contro la pena di morte è lottare per la vita. È difenderla, garantirla, erigerle attorno una rete di protezione che parli alla mente e al cuore, vincendo tanto la tentazione di credere che i problemi possano essere superati eliminando un essere umano, quanto la scorciatoia dello "scarto" dei più poveri, degli "inutili", di coloro la cui esistenza è ritenuta meno meritevole di essere portata avanti, quasi che tutti costoro siano un ostacolo a un procedere più spedito.
I 250 anni passati da quando un nostro concittadino ha scelto di spendere la propria intelligenza e la propria passione a difesa della vita nei tribunali e nelle carceri, siano stimolo per continuare la battaglia, estenderla, vincerla in profondità, rispondendo così all'invito fatto a tutti dal Papa: «Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà lottino per l'abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme».
Pescara è città per la vita, iniziative il 4 dicembre
Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte
Pescara ha voluto confermare il suo impegno a favore della campagna internazionale per l'abolizione della pena capitale e rinnovare la sua adesione all'iniziativa "Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte".
Un'adesione visibile dal colore blu della torre campanaria già da sabato e che culminerà, giovedì 4 dicembre con l'incontro di un importante testimonial della causa: si tratta di George F. Kain, professore di Diritto Penale presso la Division of Justice and Law Administration della Western Connecticut State University, Commissario di Polizia nella città di Ridgefield, in Connecticut, esperto studioso di tematiche legali relative all'uso della pena capitale, curatore di diverse pubblicazioni sull'argomento, che ha ricevuto svariati riconoscimenti ufficiali per il suo lavoro accademico.
Gli appuntamenti. La mattina di giovedì 4 dicembre, dalle 10 in poi George F. Kain porterà la sua testimonianza agli studenti del Liceo Classico "G. D'Annunzio", raccontando ai giovani il suo impegno e la sua lunga storia di partecipazione al movimento abolizionista americano: il Connecticut ha abolito la pena di morte nell'aprile 2012 (Aula Magna).
Nel pomeriggio, invece, dalle 16,30 incontrerà la cittadinanza presso la Sala Tosti dell'Aurum, raccontando la sua storia e le storie che riguardano la campagna.
Cos'è Città per la vita. Dal 2002 la Comunità di Sant'Egidio promuove "Città per la vita - Città contro la Pena di Morte", un evento che il 30 novembre di ogni anno ricorda la prima abolizione della pena di morte da parte del Gran Ducato di Toscana, nel 1786.
Circa 80 città hanno partecipato alla prima edizione nel 2002. Oggi sono oltre 1900, tra cui più di 70 capitali, in oltre 90 Paesi nei cinque continenti, le città che prendono parte a questa Giornata, con iniziative a carattere educativo e spettacolare che vedono coinvolte scuole, università, monumenti o piazze-simbolo e con interventi mirati alla sensibilizzazione dei cittadini.
La Giornata Mondiale delle Città per la Vita/Città contro la Pena di Morte rappresenta la più grande mobilitazione contemporanea planetaria per indicare una forma più alta e civile di giustizia, capace di rinunciare definitivamente alla pena capitale. Le Comunità di Sant'Egidio, ovunque nel mondo, si impegnano nella battaglia in difesa della vita e per l'abolizione della pena di morte, per diffondere una nuova cultura della vita, perché non c'è giustizia senza la vita.
Pescara ha voluto confermare il suo impegno a favore della campagna internazionale per l'abolizione della pena capitale e rinnovare la sua adesione all'iniziativa "Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte".
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| George Kain al Congresso di Manila |
Gli appuntamenti. La mattina di giovedì 4 dicembre, dalle 10 in poi George F. Kain porterà la sua testimonianza agli studenti del Liceo Classico "G. D'Annunzio", raccontando ai giovani il suo impegno e la sua lunga storia di partecipazione al movimento abolizionista americano: il Connecticut ha abolito la pena di morte nell'aprile 2012 (Aula Magna).
Nel pomeriggio, invece, dalle 16,30 incontrerà la cittadinanza presso la Sala Tosti dell'Aurum, raccontando la sua storia e le storie che riguardano la campagna.
Cos'è Città per la vita. Dal 2002 la Comunità di Sant'Egidio promuove "Città per la vita - Città contro la Pena di Morte", un evento che il 30 novembre di ogni anno ricorda la prima abolizione della pena di morte da parte del Gran Ducato di Toscana, nel 1786.
Circa 80 città hanno partecipato alla prima edizione nel 2002. Oggi sono oltre 1900, tra cui più di 70 capitali, in oltre 90 Paesi nei cinque continenti, le città che prendono parte a questa Giornata, con iniziative a carattere educativo e spettacolare che vedono coinvolte scuole, università, monumenti o piazze-simbolo e con interventi mirati alla sensibilizzazione dei cittadini.
La Giornata Mondiale delle Città per la Vita/Città contro la Pena di Morte rappresenta la più grande mobilitazione contemporanea planetaria per indicare una forma più alta e civile di giustizia, capace di rinunciare definitivamente alla pena capitale. Le Comunità di Sant'Egidio, ovunque nel mondo, si impegnano nella battaglia in difesa della vita e per l'abolizione della pena di morte, per diffondere una nuova cultura della vita, perché non c'è giustizia senza la vita.
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